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I (Not) Amsterdam

Onestamente pensavo di fare meno fatica. Ė questo il primo pensiero che mi viene in mente sulla gara di Amsterdam. Pensavo di riuscire a correre e divertirmi, ed invece ho sofferto, chiudendo la 21 km con fatica.

Il percorso poi non mi ha esaltato molto: la prima parte quasi tutta fuori dal centro, in alcuni tratti anche su statale. Decisamenre meglio la seconda parte di gara, con tracciato cittadino che comunque non passa nel cuore di Amsterdam. Bello l’arrivo alla Stadio Olimpico, con la gente sulle tribune ad applaudire noi disgraziati che tagliamo il traguardo. Anche per le strade si fanno sentire, applaudendo ed incitando, qualcuno con i soliti cartelloni motivazionali. Del resto fuori dall’Italia la cultura per questo sport è diversa.

Non è mancata nemmeno la musica, dal rock al metal alla musica dance. Però onestamente non sono sicuro di volerla correre nuovamente. La città è bella ma il tracciato che hanno scelto ti lascia molti ricordi. Non come New York, non come Berlino e nemmeno come Praga.

Però la medaglia l’ho portata a casa. Ed è questo che conta.

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Riccardo Quaglia

Runner per caso. Spanky Runner convinto.
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