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La corsa notturna ai piedi del "nostro" Lago

E anche questa è andata. Sabato ho corso come unico membro degli Spanky Runners, accompagnato però dall’amico fraterno Bert, colui che ama cimentarsi in avventure particolari, a volte uniche. La Lago d’Orta Night Run è stata un’avventura, perchè è stata la prima in percorso misto e per di più in notturna. Siamo arrivati in scooter perchè secondo il Bert “con più di 700 persone dove mettiamo la macchina a Pella?” (in effetti ho dovuto dargli ragione, soprattutto a fine gara) ed abbiamo parcheggiato proprio davanti al ritiro pettorali.

Dopo esserci cambiati su una panchina, foto di rito, depositiamo le borse e via in direzione Piazza Motta.

 

 

Arriviamo in Piazza e ci imbarchiamo sul primo battello in partenza per Orta.
Facciamo due chiacchere con alcuni partecipanti alla gara, giusto il tempo per arrivare nell’omonima piazza di Orta. Qui abbiamo dovuto aspettare più di un’ora e mezza prima della partenza della gara ed abbiamo ammazzato il tempo passeggiando per il budello, guardando vetrine (perfino una mostra!) e scambiando qualche parola con gli amici di Happy Runner, squadra per cui corro da qualche tempo (sempre numerosi!).

 

La gara finalmente ha inizio: più di 700 runners con la testa illuminata dalle più svariate lampade frontali cercano di districarsi nella stretta via che porta fuori dalla piazza;
saliamo le curve del lungo lago e qui scopriamo con enorme piacere per le nostre gambe che il tragitto è stata modificato, abolendo la salita verso il Sacro Monte. Quindi ci dirigiamo verso Legro, direzione Corconio. Inizia il tratto più faticoso, quello studiato la settimana prima, pieno di strappi. Il passo è buono, il Bert mi tiene al guinzaglio, non vuole sapere ne il ritmo, ne la distanza – “così andiamo bene” mi dice – arriviamo in Corconio e attraversiamo il paese tra vie strette fatte di discese e salite, passiamo il cimitero e sbuchiamo sulla statale che ci porterà a Gozzano. Qui ci aspetta un tratto di discesa dove recuperiamo qualche posizione, alcuni falsi piani ci spezzano un pò le gambe. La strada è buia e silenziosa, solo i lumini e il suono dei passi ci tengono compagnia, in lontananza sentiamo i clacsons delle macchine che suonano, stiamo arrivando all’incrocio del Lido di Gozzano. Scendiamo verso il lago e arriviamo al ristoro. Abbiamo percorso i primi 7 km. Da qui in avanti inizia il tratto più suggestivo della corsa. Ci infiliamo nel lungo lago, stretto percorso sterrato a misura d’uomo, il Bert rischia una caduta inciampando su una radice di un albero, qualche imprecazione ma nulla più. Le gambe stanno bene, forse un pò dure, ma aumento il passo e lascio indietro di qualche metro il mio compagno di avventura. In lontananza si sente la voce dello speaker e della musica di sottofondo, capisco che siamo vicini al traguardo. Inizio ad accellerare, seguo in scia la maglietta blu di un runner che per tutta la gara ha fatto “l’elastico”, sorpassandoci in discesa e facendosi sorpassare nei tratti in pianura. Decido che quello sarà il mio obiettivo, devo arrivare prima di lui.. Gli sto dietro, ma non riesco ad avvicinarmi più di tanto. Chiamo il Bert, ma non mi risponde. Arriviamo nell’ultimo tratto di strada asfaltata che porta a Pella, la maglietta blu è sempre li, mi avvicino pian piano. In lontananza vedo il mio scooter parcheggiato, siamo agli ultimi metri. Aumento la falcata, mi affianco all'”elastico” e lo supero, lui tenta di passarmi nuovamente, ma il mio passo è troppo veloce e desiste. E’ fatta! taglio il traguardo in 1h.22 min, il Bert arriva circa un minuto dopo.
E’ stata una bella serata, correre in notturna nel Lago dove trascorriamo la maggior parte delle nostri estati è stata un’esperienza unica. Ed ancora più bello è stato tornare in Campeggio e trovare la famiglia ed amici aspettarci per una pasta di mezzanotte!

 

Le Foto                                     Il Percorso
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Riccardo Quaglia

Runner per caso. Spanky Runner convinto.
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