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La pazienza è una virtù. Per pochi.

Stamattina ho corso a San Donato. Nella città dove abito. Ma vorrei essere stato da un’altra parte. Perchè ho visto delle scene che nella mia breve carriera di corridore non ho mai visto da nessuna parte.

Settimana scorsa ho corso a New York che per l’occasione era completamente chiusa al traffico (ovviamente nella zona interessata dal percorso). Non un clacson, non un insulto, non una protesta. Tutti a tifare e ad aspettare che la corsa finisse. Gioiosamente.

Non posso dire altrettanto degli abitanti di San Donato. Infastiditi, arrabbiati per l’attesa di questa corsa che “non hanno voluto loro”. Il carosello dei clacson nemmeno ai mondiali era così forte e costante.

Una macchina ha perfino oltrepassato le barriere che delimitavano il percorso, entrando di fatto nel percorso di gara. Un povero corridore si è trovato dietro questa macchina che cercava una via di fuga tra le transenne. Imbecille.

Altri che accusavano il vigile urbano di “abuso di potere”, per il fatto che impedisse il passaggio dell’auto (mentre passavo io di corsa). Altri che inveivano contro il malcapitato vigile.

Probabilmente i suoi abitanti non sono ancora “maturi” per ospitare un evento podistico che dallo scorso anno è entrato nel circuito della Corrimilano. Se questa doveva essere una giornata di sport per San Donato, lo è stata solo per chi ha corso.

Peccato. Perchè dietro ad eventi del genere c’è una preparazione ed un impegno che dura mesi. Lo sforzo che si chiede è quello di essere pazienti, almeno la domenica, al meno nel giorno del Signore. Non è un sacrilegio se si aspetta in macchina mentre noi corriamo e vi facciamo “perdere” tempo.

Amen.

 

P.S. L’appuntamento è per settimana prossima, alla Stramilano. Speriamo li vada meglio.

 

 

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Riccardo Quaglia

Runner per caso. Spanky Runner convinto.
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