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Vamos a Ganar, Animo!

A volte lo sport ci da l’occasione di dimostrare quanto contino i valori e quanto le persone diano prova della loro grande personalitá. Il rientro da Formentera ci ha lasciato tanto sotto questo punto di vista, soprattutto a me.
Avremmo voluto festeggiare il nostro primo compleanno in un modo diverso, almeno dal punto di vista sportivo. Abbiamo comunque festeggiato il nostro amico Scintilla (al secolo Francesco) che festeggiava i suoi primi 40 anni. E abbiamo comunque dimostrato che la corsa ci lega e ci farà continuare a correre.
La Mezza di Formentera è una gara impegnativa, un paesaggio stupendo ma un percorso che riserva delle insidie, a partire da quel lunghissimo rettilineo che dal Pilar arriva a San Francisco. L’anno scorso era la prima volta che correvo quei fantastici 21 km, quest’anno volevo ripetermi migliorando la prestazione. Ed invece la mia seconda volta è stata peggio della prima. Il desiderio di ritirarmi ha pervaso più di una volta la mia testa durante quei lunghissimi 21 km. Quei primi 8 km corsi a ritmo elevato, forse un po’ troppo, ma comunque gestibili; poi la fatica e quel dolore allo stomaco che non passa. L’idea di dover ancora correre meta’ gara in quelle condizioni mi ha notevolmente demoralizzato. Non sarei mai riuscito ad arrivare la traguardo. Pelo è davanti a me, anche lui sembra patire quel caldo e quel rettilineo. Ma comunque non da segni di debolezza. Al ristoro del 10° km Pelo mi aspetta per ripartire insieme. Ma non riesco a tenere il suo passo, lo stomaco mi duole e la testa mi dice che non riuscirò a finire. Al 12° km una ragazza si ferma, stoppa il suo GPS e si avvicina ad uno stewart.. Ecco, penso, anche lei si ritira..

Continuo a correre, quel rettilineo maledetto è finito.. passiamo per San Francisco, il pubblico ci incita ma io sono con la testa altrove. Vedo il cartello del prossimo ristoro, siamo al 15° km. Pelo è ancora li che mi aspetta. “La finiamo insieme” – mi dice – “andiamo Richy, arriviamo ad El Pujol e poi camminiamo un pò”. Lo seguo, ma a distanza, non riesco a stargli accanto. Mi tira ed arriviamo a El Pujol. Ci fermiamo, come promesso. “Pelo, vai, io non ce la faccio più, non ha senso camminare tutti e due” gli dico.  Lui si allontana pian piano correndo, io faccio ancora pochi passi e riprendo a correre. E mentre corro mi chiedo che senso ha mollare adesso, dopo quasi 17 km; alzo lo sguardo e vedo il Pelo in lontananza, corre ma a bordo strada, si gira ogni tanto a vedere dove sono. Capisco che mi sta aspettando, come mi aveva detto, vuole che arriviamo insieme. Io penso alla medaglia, che devo portare a casa, come ho sempre fatto. Ed intanto sono arrivato al 19° km, all’ultimo ristoro. Bevo lo stretto necessario e riprendo a correre. Il Pelo è sempre li davanti, vedo che rallenta e mi aspetta. “Dai Pelo andiamo a finirla cazzo” grido in lontananza. Ci siamo, le salinas sono finite, siamo al 20° km. Non sento più dolore, voglio solo finire. Il rettilineo finale è un momento di rabbia ed orgoglio. “L’ho finita per voi, l’ho finita per voi” mi dico a voce alta. Poi chiudo il pugno non appena sento il tifo della Vale e del Bri prima di tagliare il traguardo: 1h. 54’56”, ma non mi frega nulla.

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Abbraccio il Pelo “Mai più”, ci diciamo.  Mi mettono la medaglia al collo.

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“Corriamo …. Ci alleniamo … Guardiamo sempre i tempi …e poi …. Si gareggia … Soli contro noi stessi … Ma a volte … Meglio aiutare un amico ad arrivare al traguardo che mirare a migliorarsi …. Questa medaglia me la sono meritata !!! Riccardo Quaglia …..Vamos a Ganar !!!! Animo !!!”

Grazie Pelo..

 

 

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Riccardo Quaglia

Runner per caso. Spanky Runner convinto.
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